Per dimensioni della popolazione, il Giappone è ancora il dodicesimo Paese più popoloso
Gli Indicatori dello sviluppo mondiale (WDI) della Banca Mondiale raccolgono la popolazione totale di 217 Paesi e territori. Il totale mondiale dell’ultimo anno disponibile è di circa 8,14 miliardi di persone. Il Giappone conta 123,98 milioni di abitanti e si colloca al 12º posto in ordine decrescente.
Ai primi posti troviamo l’India (1,45094 miliardi di persone), la Cina (1,40898 miliardi) e gli Stati Uniti (340,11 milioni). Agli ultimi posti si trovano Tuvalu (9,646 abitanti), Nauru (11,947) e Palau (17,695): tra le dimensioni della popolazione c’è una differenza di ben 150 mila volte.
Quanto alle dimensioni, il Giappone è ancora tra i Paesi più popolosi del mondo. Se la popolazione viene considerata un problema, è perché non è la sua dimensione a cambiare, bensì la sua struttura.
Il tasso di fecondità totale è al 203º posto su 217 Paesi e territori
La stima del numero di figli che una donna ha nell’arco della vita (tasso di fecondità totale) è pari a 1.15 in Giappone. Ordinando i Paesi in senso decrescente, il Giappone si colloca al 203º posto su 217 Paesi e territori, con un valore pari a poco più della metà del dato mondiale, 2.19.
Ai primi posti troviamo il Ciad (6.03), la Somalia (6.01) e la Repubblica Democratica del Congo (5.98). Agli ultimi posti si trovano Macao (0.58), la Corea del Sud (0.75) e Hong Kong (0.84); tutti i Paesi e territori con un valore inferiore a quello del Giappone sono concentrati nell’Asia orientale.
Per mantenere stabile la popolazione nel lungo periodo, si ritiene necessario un valore di circa 2.1. Il dato mondiale, 2.19, supera di poco questa soglia, mentre quello del Giappone è circa la metà.
L’aspettativa di vita media è al 10º posto nel mondo
Se il Giappone si trova nella parte bassa della classifica per nascite, per la longevità si colloca invece ai primi posti. L’aspettativa di vita media è di 84.04 anni, pari al 10º posto su 217 Paesi e territori. È superiore di oltre 10 anni rispetto al dato mondiale di 73.48 anni.
Ai primi posti troviamo Monaco (86.50 anni), San Marino (85.82 anni) e Hong Kong (85.39 anni). Agli ultimi posti si trovano la Nigeria (54.63 anni), il Ciad (55.24 anni) e la Repubblica Centrafricana (57.67 anni): tra i valori più alti e quelli più bassi ci sono oltre 30 anni di differenza.
La quota di popolazione con più di 65 anni è al 2º posto nel mondo
Si nasce meno e si vive più a lungo. Il risultato emerge dalla struttura per età. La quota di popolazione con più di 65 anni è pari al 29.78%, il 2º valore più alto su 217 Paesi e territori. È quasi tre volte il dato mondiale, pari al 10.20%.
Al 1º posto c’è Monaco (36.17%), una città-Stato con poco meno di 40 mila abitanti, dove l’immigrazione dei ceti benestanti modifica fortemente la struttura demografica. Tra i Paesi con più di 100 milioni di abitanti, il Giappone è l’unico in cui quasi il 30% della popolazione ha più di 65 anni. Al 3º posto c’è Porto Rico (24.72%), con una differenza di 5 punti percentuali rispetto al Giappone.
Ai livelli più bassi troviamo il Qatar (1.68%), gli Emirati Arabi Uniti (1.77%) e lo Zambia (1.95%). I primi 2 Paesi hanno una popolazione composta in gran parte da persone in età lavorativa trasferitesi per motivi di lavoro, mentre nel caso dell’ultimo il tasso di natalità è elevato e l’aspettativa di vita è breve. Anche quando si parla di una stessa caratteristica, ovvero una bassa quota di anziani, le ragioni possono essere completamente diverse.
Il fatto che il tasso di mortalità grezzo sia tra i più alti al mondo è il risultato dell’invecchiamento della popolazione
Il numero di decessi ogni 1000 abitanti (tasso di mortalità grezzo) è pari a 13.3 in Giappone, che si colloca al 209º posto su 217 Paesi e territori se si ordina dal valore più basso. È nettamente superiore al dato mondiale di 7.55 persone.
Ai livelli più bassi troviamo gli Emirati Arabi Uniti (0.97 persone), il Qatar (1.05) e il Kuwait (1.52). Ai livelli più alti troviamo Monaco (20.14 persone), la Bulgaria (15.6) e la Serbia (14.9).
I Paesi che compaiono qui sono quasi l’immagine speculare di quelli classificati in base alla quota di popolazione con più di 65 anni. Poiché il tasso di mortalità grezzo è fortemente influenzato dalla struttura per età, un valore elevato di questo indicatore non significa che l’assistenza sanitaria o le condizioni igieniche siano carenti. Il fatto che il Giappone sia al 10º posto nel mondo per aspettativa di vita media e al 209º per tasso di mortalità grezzo non è una contraddizione. È piuttosto la conseguenza naturale di una struttura demografica con un’elevata presenza di anziani.
Cosa emerge mettendo in fila 5 indicatori
| Indicatore | Valore del Giappone | Posizione (base) |
| Quota di popolazione con più di 65 anni | 29.78% | 2º posto (217) |
| Aspettativa di vita media | 84.04 anni | 10º posto (217) |
| Popolazione totale | 12398 milioni di persone | 12º posto (217) |
| Tasso di fecondità totale | 1.15 | 203º posto (217) |
| Tasso di mortalità grezzo | 13.3 persone/1000 | 209º posto (217) |
I primi 3 indicatori e gli ultimi 2 non sono fatti separati, ma il recto e il verso di un unico processo. Se aumenta il numero delle persone che vivono a lungo e diminuisce quello dei bambini che nascono, cresce la quota di anziani e aumentano anche i decessi rispetto alla popolazione complessiva.
Se nel confronto internazionale si leggono questi 4 indicatori come classifiche separate, sembra che convivano un «Paese dalla lunga aspettativa di vita» e un «Paese dall’elevato tasso di mortalità». Considerando la struttura per età, si capisce invece che si tratta semplicemente di misurare lo stesso fenomeno da angolazioni diverse.
Fonti
- Population, total(Indicatori dello sviluppo mondiale della Banca Mondiale SP.POP.TOTL)
- Fertility rate, total (births per woman)(stesso ente SP.DYN.TFRT.IN)
- Life expectancy at birth, total (years)(stesso ente SP.DYN.LE00.IN)
- Population ages 65 and above (% of total population)(stesso ente SP.POP.65UP.TO.ZS)
- Death rate, crude (per 1,000 people)(stesso ente SP.DYN.CDRT.IN)
Tutti i valori si basano sull’ultimo anno disponibile per ciascun indicatore (2024).